Il 9 e l’11 ottobre Alexandra Dovgan è protagonista, accanto al Direttore musicale Emmanuel Tjeknavorian, del primo concerto della Stagione 2026/27 all’Auditorium di Milano. Al pianoforte affronta il
Primo concerto di Pëtr Il’ič Čajkovskij, una delle pagine più iconiche del repertorio romantico e con il quale prende avvio la sua residenza artistica con l’Orchestra Sinfonica di Milano.
Classe 2007, la sua è una carriera iniziata prestissimo: nata in una famiglia di musicisti, comincia a studiare pianoforte a quattro anni e mezzo e a soli cinque anni supera le selezioni per entrare alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca, dove studia con Mira Marchenko. Oggi prosegue la sua formazione all’Ateneo de Música de Málaga.
Il primo passaggio decisivo arriva nel 2018. Dovgan ha appena dieci anni quando conquista il Grand Prix della seconda edizione dell’International Grand Piano Competition di Mosca. Le registrazioni delle sue esecuzioni, diffuse online, raggiungono rapidamente un pubblico internazionale e attirano l’attenzione del mondo musicale. Non tanto per la precocità del gesto tecnico, quanto per qualcosa di più difficile da definire: una naturalezza interpretativa, una concentrazione e una maturità espressiva che sembrano andare ben oltre la sua età.
A riconoscerne da subito quest’eccezionalità è stato Grigory Sokolov, tra le figure che più ne hanno accompagnato la crescita musicale. Già nel 2019 il grande pianista rifiutava per lei la definizione di “bambina prodigio”: