Ethel Smyth, musica e battaglie per i diritti civili - Orchestra Sinfonica di Milano

Ethel Smyth, musica e battaglie per i diritti civili: una voce fuori dal coro

Pubblicato il 02/03/2026

Il 20 e 22 marzo sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano debutta Anna Rakitina con un programma dedicato alla musica inglese del XIX e XX secolo con musiche di Edward Elgar, William Walton ed Ethel Smyth con il suo Concerto per violino, corno e orchestra con solisti le prime parti della Sinfonica Nikolaj Freiherr von Dellingshausen e Giuseppe Amatulli.

Compositrice poco nota, Ethel Smyth è un personaggio affascinate e rappresentativo della sua epoca. Ci ricorda come per le donne nel corso delle epoche la libertà e l’emancipazione non fu mai cosa da poco e scontata.

Compositrice, direttrice d’orchestra, scrittrice, attivista. 
La figura di Ethel Smyth (1858 – 1944) – nata a Londra il 22 aprile 1858 – attraversa la storia musicale europea tra Otto e Novecento come una presenza energica e controcorrente. In un’epoca in cui il mondo professionale della musica era dominato dagli uomini, Smyth non si limitò a chiedere spazio: lo conquistò, spesso a prezzo di ostilità, pregiudizi e marginalizzazioni.
Nata in una famiglia militare dell’alta borghesia inglese, dovette lottare contro l’opposizione paterna per studiare musica in modo professionale. Nel 1877 si iscrisse al Conservatorio di Lipsia, entrando in contatto con l’ambiente musicale tedesco e con figure come Brahms e Clara Schumann. La Germania fu a lungo la sua “patria spirituale”, e la sua formazione continentale contribuì a renderla una figura atipica nel panorama britannico.
Il suo debutto londinese nel 1890, con la Serenade e l’ouverture da Antony and Cleopatra, sorprese la critica: molti recensori si dichiararono stupiti che dietro quelle pagine orchestrali vigorose e sicure ci fosse una donna. La sua Mass in D (1893) consolidò la reputazione di una compositrice capace di gestire grandi organici e strutture ampie, con una scrittura corale potente e tecnicamente solida.
Ma l’ambizione di Smyth era soprattutto il teatro musicale. Le sue sei opere — tra cui Der Wald, The Wreckers e The Boatswain’s Mate — rivelano una personalità drammatica intensa, capace di coniugare tensione narrativa e ricchezza orchestrale. The Wreckers (1906), ambientata in un villaggio della Cornovaglia dove la comunità provoca naufragi per saccheggiare le navi, è forse il suo capolavoro: un’opera di forte impatto emotivo, salutata all’epoca come una delle più importanti del teatro musicale contemporaneo.
Parallelamente alla carriera artistica, Smyth sviluppò una crescente consapevolezza politica. Nel 1910 conobbe Emmeline Pankhurst e aderì con entusiasmo al movimento suffragista britannico. La sua pagina più celebre in questo ambito è The March of the Women, divenuta l’inno delle suffragette. Arrestata per la sua attività militante, diresse le compagne di prigionia dal cortile del carcere di Holloway, battendo il tempo con uno spazzolino da denti: un’immagine che è diventata simbolo della sua determinazione.
La sua musica, tuttavia, non è mai semplice manifesto ideologico. È musica di forte inventiva tematica, di slancio ritmico, di colori orchestrali brillanti. Ne è esempio il Concerto per violino, corno e orchestra del 1927, composto in una fase matura della sua produzione. Qui l’energia e la fantasia melodica tipiche di Smyth si intrecciano con un linguaggio più misurato, quasi classico nella chiarezza delle linee.
Il dialogo tra violino e corno — due strumenti dal carattere diverso, lirico e pastorale l’uno, nobile e risonante l’altro — crea un equilibrio dinamico, fatto di confronto e complicità. È una scrittura virtuosistica ma mai esibita per puro effetto: ciò che emerge è la solidità dell’architettura e la capacità di far cantare l’orchestra con naturalezza.
Nel 1922 Smyth fu nominata Dama dell’Impero Britannico, primo riconoscimento ufficiale di un percorso costruito con ostinazione. Negli anni successivi, mentre la perdita progressiva dell’udito la costringeva a ridurre l’attività compositiva, si dedicò alla scrittura di memorie e saggi, rivelando uno stile brillante, ironico e combattivo.

La storia di Ethel Smyth, in occasione della Giornata internazionale della donna, ci ricorda il percorso di un personaggio straordinario: pioniera dei diritti civili, ma anche autrice di statura europea, protagonista del Rinascimento musicale britannico, che ha visto nascere personalità musicali di rilievo come Edward Elgar e Benjamin Britten. La sua vicenda personale — fatta di talento, relazioni appassionate, battaglie pubbliche e riconoscimenti tardivi — riflette però certamente le contraddizioni del suo tempo.

Valentina Trovato

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